Tutto a portata di un click, questo
è quello che le recenti tecnologie mettono a disposizione ad ognuno di noi.
In un’epoca
dominata da questi nuovi media, i giovani d’oggi sono protagonisti di uno
scenario che entra in collisione con la realtà del passato.
Grazie ad Internet, la rete delle reti che ha rivoluzionato il modo di
comunicare, è possibile informare/informarsi, acquistare a prezzi vantaggiosi,
ascoltare musica, veicolare le informazioni in modo rapido e diminuire la
barriera spazio-tempo.
Ma non solo. Queste sono alcune
delle grandi potenzialità di questo strumento, all’apparenza innocuo ma che, tuttavia,
presenta delle grandi problematiche.
Una di queste è costituita dal c.d. cyberbullismo;
ovvero dall’uso delle nuove tecnologie al fine intimorire, molestare e
mettere in imbarazzo altri individui, utilizzando quale
veicolo i messaggi, le chat, i social network e i forum online.
Ma quali sono le dimensioni del fenomeno in Italia? L’Osservatorio nazionale
adolescenza, a seguito di un’ indagine condotta nel corso del 2017
su un campione di ottomila ragazzi, ha evidenziato che, nella fascia tra i
14 e i 18 anni, il 28% dei giovani è stata vittima di bullismo tradizionale
e l’8,5% di cyberbullismo; nella fascia tra gli 11 e i 13 anni il 30% dei
preadolescenti è stato vittima di bullismo tradizionale e il 10%
di cyberbullismo. È emerso inoltre, che gli adolescenti non parlano con i
genitori e con gli insegnanti di ciò che subiscono e, quando trovano il
coraggio di farlo, evitano di raccontare il loro vissuto più profondo per
evitare ciò che ritengono essere un’inutile preoccupazioni.
In questo nuovo mondo caratterizzato dai “leoni da tastiera”
anche i personaggi famosi sono vittime di questo fenomeno. Una di queste è Chiara Ferragni, nota
fashion blogger internazionale, la quale in un’intervista rilasciata
a Tgcom24, a seguito di commenti negativi sotto alcune foto da lei pubblicate,
afferma: "È molto importante lottare contro il cyber bullismo, i
commenti negativi sono all’ordine del giorno" ma, la soluzione,
suggerisce "è ricordarsi di andare avanti con la propria testa,
non devi farti mettere i piedi in testa da nessuno".
Per evitare ciò, ogni giorno sul territorio italiano si
muovono e nascono sempre più associazioni che promuovono
incontri formativi al fine di sensibilizzare le nuove generazioni
sull’argomento.
E’ fondamentale dunque, non minimizzare,
maturando la consapevolezza che dall’utilizzo della rete possono derivare
opportunità ma anche rischi, portando avanti interventi, anche a livello
statale, volti ad educare e responsabilizzare i giovani.